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30/08/2010 04:28
Storia del Rwanda
Rwanda in cifre
Popolazione:    10.746.311
Superficie: 26.340 Km quadrati 
Densità: 408 abitanti per km quadrati
Tasso di crescita:  2,782%

Tasso mortalità infantile: 81,61 deceduti  su    mille nati vivi

Età media: 18,7 anni

Urbanizzazione : 18% della popolazione totale  

Tasso alfabetizzazione:    70,4%

Speranza di vita alla nascita:  50,52 anni

Popolazione sotto la linea di povertà:   60%

PIL pro capite:   $ 800

Religioni: Cattolica 56,5% , Protestante 26% , Avventista 11,1% , musulmana 4,6%, altre 1,8% 
 
Lingue: Kinyarwanda (ufficiale), Inglese (ufficiale), Francese (uff.) Kiswahili (Swahili) 
 
Gruppi etnici : Hutu  84 % , Tutsi  15% , Twa ( pigmei ) 1%
 
Capitale: Kigali con circa un milione di abitanti
 
Fuso orario: +1h rispetto all'Italia; stessa ora quando in Italia vige l'ora legale
 
Moneta: Franco rwandese ( 1 euro=800 Franchi circa)
 
 
Geografia
 
Geograficamente situato nell’Africa centrale, immediatamente sotto l’equatore nella zona dei grandi laghi e delle mille colline, il Rwanda è un piccolo paese con una superficie  “pari a quella del Piemonte”.
È caratterizzato da altopiani erbosi e colline che occupano gran parte del paese, con una catena di vulcani situata a nord ovest.
La sorgente del Nilo si trova nel corso superiore del fiume Kagera (Akagera), a sud ovest di Kigali, capitale del paese popolata da circa un milione di abitanti.
Il clima è equatoriale e la temperatura media “17-23 gradi centigradi” è differente a seconda dell’altitudine, perché il paese è situato su un altopiano che varia dai 770 ai 2760 metri.
I periodi piovosi sono: febbraio, maggio, settembre e novembre.
L’economia del paese è basata sull'agricoltura con coltivazione estensiva del  tè e del caffè e sull’estrazione, molto limitata, di minerali come stagno, oro e tungsteno.
L’industria come la rete ferroviaria sono inesistenti.
 
Sistema sanitario 
 
In ogni villaggio esiste un Centro di Sanità : ce ne sono 415 nel paese,  1 ogni 30000  abitanti,  dove un infermiere eroga un’assistenza di base.
Nel presidio  si possono trovare alcuni posti  letto  e si possono ottenere delle cure. Ci sono poi 42 ospedali di distretto  con qualche attrezzatura in più,  con un rapporto  di 1 ospedale ogni 300.000 abitanti  e 5 ospedali di riferimento più completi.
Da dati  ufficiali dell’OMS ( Organizzazione mondiale della sanità),  in Rwanda esiste un medico ogni 20.000 abitanti e un infermiere ogni circa 3000 abitanti.
 
Sistema scolastico
 

Quasi tutti i  villaggi sono dotati di edifici scolastici dove i bambini affollano le scarne aule scolastiche: mediamente ogni aula contiene una cinquantina di alunni. Spesso, in situazioni di particolare sovraaffollamento,  le lezioni si tengono all’aperto sotto un albero.

Si va a scuola in divisa, anche nel più sperduto dei villaggi: i bambini in pantaloncini e camicetta color caki e le bambine in grembiulone bluette, in certe zone è previsto anche un maglioncino che varia di colore a seconda della scuola.

I programmi governativi prevedono un ciclo scolastico primario obbligatorio di 6 anni+3 anni di istruzione post elementare.

Nei programmi governativi è previsto che  l’accesso alla scuola primaria sia gratuito; in realtà tra costo delle divise, del materiale didattico e il contributo  annuo che comunque viene richiesto alle famiglie per sopperire alle carenze nel finanziamento pubblico (  aumentato a 2.500 FRW (USD 4.50) nel 2006), l’onere per le famiglie è comunque significativo.

Le scuole secondarie sono tutte a pagamento, quelle statali  prevedono  un costo trimestrale  a carico delle famiglie mediamente di circa 25.000 Frrw pari a 30 euro. Che a partire dal IV anno salgono a quasi 40.000 frrw al trimestre.

Il tasso di analfabetismo sopra i quindici anni di età è del 35%.   

Sintesi storica
 
1890-1918: Il Rwanda fa parte dell’Africa orientale tedesca.
1919-1962: Il paese è sotto la dominazione belga, ottiene l’indipendenza il 1° luglio 1962.
1973: Un colpo di stato militare porta al potere Juvenal Habyarimana, il suo governo nacque sotto l’insegna della pace, la concordia e l’unità nazionale per lo sviluppo.
Il generale Habyarimana presidente della repubblica ha portato avanti tale programma fino alla sua uccisione che è avvenuta il 6 aprile 1994.
Dobbiamo onestamente ricordare che prima dell’uccisione del presidente il suo regime, logorato da quasi venti anni di potere, era stato in ogni modo minato dal nepotismo, clientelismo e corruzione.
1990: Una formazione militare denominata “Fronte patriottico rwandese” (Fpr) attacca il Rwanda dall’Uganda: si tratta essenzialmente di figli dei pogrom del potere hutu di Kigali.
1990-1993: Per oltre due anni il Fpr si scontra con le forze armate Rwandesi, aiutate da militari francesi.
1993: Tra le parti in conflitto sono firmati un cessate il fuoco e un accordo di pace ad Arusha, in Tanzania.
Si ritirano i francesi dopo l’approvazione dell’Onu sull’invio di caschi blu della missione “Minuar”.
1994: Il 6 aprile viene ucciso in un attentato aereo il presidente Juvenal Habyarimana.
Subito dopo inizia il genocidio tutsi e l’avanzata del Fpr.
In giugno la Francia invia militari nel quadro dell’operazione “turquoise” con il compito di creare una zona militarmente sicura nel sud-ovest del paese.
Esodo di oltre due milioni di hutu verso lo Zaire e la Tanzania.
In luglio, il Fpr conquista Kigali e forma un governo di coalizione.
1996: Rientrano almeno 500.000 profughi hutu dallo Zaire e dalla Tanzania, dopo l’inizio della guerra in Zaire, un’altra tragedia umana si affaccia sul palcoscenico internazionale.
1998: Il 24 aprile vengono eseguite le prime fucilazioni dei condannati a morte per il genocidio del 1994, altre 94 persone debbono essere fucilate,mentre 125.000 sono ancora in attesa di giudizio.

Oggi

Dopo i primi anni dedicati a rimettere in piedi un paese uscito distrutto materialmente e spiritualmente, il nuovo governo guidato dal presidente Paul Kagame inizia a ricostruire il Rwanda,  rompendo i ponti con il passato ( cambio della bandiera e dell’inno nazionali,  inglese che soppianta il francese come lingua ufficiale a fianco del Kinyarwanda, entrata nel commonwealth) e cercando di bruciare le tappe per sviluppare il paese, proiettandolo verso il futuro in un ambizioso piano di modernizzazione, le cui linee strategiche sono contenute nel piano  presentato come Vision 2020.
Sulla scena internazionale il Rwanda è stato capace, in questi anni, di accreditarsi come un paese da additare ad esempio per gli altri paesi africani  per la sua governance a livello politico, per i livelli di  sicurezza interna di cui gode, per un certo processo di sviluppo sociale ed economico in atto. All’apparenza i fatti stanno dando ragione a Kagame , almeno ascoltando i media internazionali e il giudizio dei principali paesi e giudicando sulla base di una veloce visita nella capitale, come fa la maggior parte dei giornalisti. La realtà è però più complessa, come ci ricorda l'ultimo Rapporto sullo sviluppo umano curato dall’ l’ONU.
  L’indice di povertà The Human Poverty Index (HPI-1) per i paesi in via di sviluppo evidenzia la proporzione di persone al di sotto di determinate soglie in ciascuno dei comparti presi in esame per l'indice di sviluppo umano. L'HPI-1 rappresenta un indice alternativo al parametro di 1,25 dollari al giorno (PPP US $) che misura il livello di povertà. Con un valore HPI-1 del 32,9% il Rwanda si classifica al 100esimo posto tra i 135 paesi per i quali l'indice è stato calcolato.
La situazione in cui si trova la popolazione che vive al di fuori della capitale e delle città del paese richiede ancora molto lavoro da parte del governo rwandese, in particolare, in ambito sanitario, scolastico e dello sviluppo economico, così da far condividire anche  alle popolazioni rurali i progressi che il  governo è riuscito a mettere a segno, in questi anni, in diversi settori dell'economia e dell'organizzazione dello stato.

Si può, quindi, ben comprendere  come ci siano amplissimi spazi per interventi di sostegno a favore di queste popolazioni che vivono nei villaggi.


Noi dell’ASSOCIAZIONE KWIZERA ONLUS non riusciamo a rimanere indifferenti a queste problematiche e cerchiamo di fare la nostra parte.
Tutto questo nel completo rispetto delle tradizioni e delle culture locali, mantenendo un totale distacco dai problemi etnici locali, evitando ogni interferenza.
Il nostro sostegno viene indirizzato a tutti i bisognosi senza esclusione alcuna, ma solo con l’aiuto di molti possiamo proseguire la nostra opera.

Entra anche tu nella schiera degli amici dei poveri e insieme, a piccoli passi, cambieremo il Mondo.
 
 




 
 
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