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News
30/09/2010 09:56
Diario Missione 2010
Rivivete con noi la missione Kwizera 2010, quindici giorni trascorsi in Rwanda per seguire i progetti dell'Associazione e per portare l'amicizia e il sostegno di tanti benefattori. Per rileggere il Diario clicca qui.

lunedì 13 settembre 2010

Diario di viaggio 8

 
Aula informatica di Nyagahanga
Il Centro sociale A.G. di Nyagahanga si è arricchito di un'aula informatica attrezzata con  10 laptop Toshiba una stampante e un proiettore. L'iniziativa, che ha potuto contare su un contributo della Fondazione Credito Valtellinese, è stata dedicata al giovane Alberto Biagioni tragicamente scomparso l'anno scorso in un incidente stradale. Con la nuova iniziativa i giovani di Nyagahanga e gli studenti dell'EFA, la scuola superiore di agricoltura operante a fianco del Centro, potranno accedere ai corsi di prima informatizzazione che si prevede di erogare a breve. Quando poi nei prossimi mesi, come già scritto, arriverà la fibra ottica a Nyagahanga si provvederà ad attivare un internet point che aiuterà i giovani a superare l'isolamento in cui si trovano.

La jatropha di Don Paolo

 
 
 
 
Ecco i primi frutti delle piantine di  jatropha, cresciute in un anno sui terreni della parrocchia di Nyagahanga. Dai  semi, come noto, si può ottenere del biodiesel. Ci vorranno ancora un paio d'anni perchè le piante raggiungano la loro piena produttività e forniscano semi sufficienti per creare un piccolo vivavio a cui i contadini della zona potranno attingere piantine da mettere a dimora nei terreni soggetti a erosione delle colline rwandesi.
 

domenica 12 settembre 2010

Diario di viaggio 7

 
Quando manca la mano...... del padrone
Due episodi che suggeriscono una riflessione. Volendo pranzare sul lago di Rwesero ci affrettiamo a prenotare di buon mattino; essendo domenica ed essendo il posto decisamente piacevole si potrebbe rischiare di non trovare posto. Prima sorpresa: la nostra voglia di mangiare pesce viene immeditamente stroncata; sono, infatti, rimaste solo due tilapie. Andiamo lo stesso. La sensazione è quella di entrare in un posto quasi abbandonato: due pontili sono in disarmo, un gruppo di cinesi se ne sta a pescare su quello rimasto praticabile, bisogna cercare il personale per farsi dare indicazione dove sistemarsi. Aspettiamo un paio d'ore per poter mangiare brochette (la capra è stata portata in cucina ancora viva dopo il nostro arrivo) e le due famose tilapie. Verso la fine del nostro pranzo arriva una comitiva di famiglie con bambini per festeggiare qualche ricorrenza: non ci pare che l'accoglienza sia particolarmente calda e professionale. Un paio di ragazzotti fungono da camerieri senza la professionalità che il posto richiederebbe e con un abigliamento approssimativo: l'anno scorso i camerieri erano in divisa.
Lago di Rwesero: l'attesa
Qualche giorno dopo a Ruhengeri: amici ci offrono la prima colazione in un grande e moderno albergo della città. Quando entriamo nella sala  da pranzo non c'è un solo tavolo pronto per potersi accomodare, essendo ancora tutti ingombri delle tazze vuote di chi ha già fatto colazione. Eppure almeno quattro camerieri inappuntabili nelle loro belle divise si aggirano tra i tavoli. Quando, dopo averci fatto accomodare, con comodo, passiamo alle ordinazioni la musica non cambia: l'acqua calda per il the arriverà dopo dieci minuti, i tost vengono lasciati bruciare nel tostapane, le omelette arrivano una alla volta a distanza di minuti; tutto in un via vai di camerieri e di operatori di cucina che si intravvedono ai fornelli.
Questi due fatti hanno un elemento in comune: sono tutte e due accaduti in strutture ecclesiastiche: A Rwesero nel ristorante della diocesi cattolica di Byumba, a Ruhengeri nell'albergo della diocesi protestante di quella città. Due strutture turistiche, che farebbero la fortuna di qualsiasi operatore privato avveduto e preparato, pagano lo scotto di un servizio approssimativo dove si tocca con mano l'assenza  di una guida capace e ferma quasi ci si vergognasse, in ambito ecclesiastico, a fare le cose con professionalità e mettere a frutto i talenti ricevuti. Sembra di tornare ai tempi degli alberghi e dei ristoranti di stato dell'ex Urss. 


Money please

L'adozione dell'inglese come seconda lingua nazionale dopo il kinyarwanda comincia a farsi sentire. Nel vero senso della parola. Infatti, i bambini che alla vista del muzungu erano soliti chiedere a gran voce amafaranga ( soldi) ora vi inseguono con un più internazionale money.. money.
 
 
 
 
 
 
 

sabato 11 settembre 2010

Diario di viaggio 6

 
Incontro con il direttore di Radio Maria Rwanda
Giovedì, a conclusione del soggiorno in Rwanda, c'è l'occasione per un cordiale incontro a colazione con il direttore di Radio Maria Rwanda, don Casimiro Ruzindaza della diocesi di Byumba.Oggi Radio Maria  raggiunge quasi tutto il territorio nazionale; con qualche zona che inevitabilmente sfugge alla copertura dei ripetitori. Se non fosse per la limitatezza dei fondi disponibili, anche le zone più inaccessibile si potrebbero raggiungere sfruttando i ponti della telefonia mobile. Basata prevalentemente sul lavoro di volontari, la radio ha una sua programmazione giornaliera dove ai momenti di spiritualità, che sono la parte portante, si alternano momenti di formazione, per esempio è stata mandata in onda un'approfondita presentazione dell'ultima enciclica sociale di S.S. Benedetto XVI, e quelli più leggeri come la dedica di canzoni su sollecitazione dei molti giovani che telefonano in radio. Non mancano le notizie su iniziative che interessano le comunità locali. Per la parte delle notizie di politica in generale ci si affida, prudentemente, ai notiziari in francese della Radio Vaticana. Radio Maria  è aperta anche a trasmissioni di servizio quali potrebbero essere lezioni in campo agricolo; esiste già un apposito spazio dedicato alla coltivazione del caffè. Su questo argomento, Don Casimiro si è dichiarato interessato alla proposta, a suo tempo avanzata proprio da questo blog, di mandare in onda una serie di lezioni in campo agricolo predisposte per le radio rurali  dalla ANANCY, il centro di risorse virtuali della CTA, Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale istituito nel 1983 nel quadro della Convenzione di Lomé tra il gruppo degli Stati ACP (Africa , Caraibi e Pacifico ), i paesi membri dell'Unione europea.

Caritas in veritate in kinyarwanda
L'anno scorso avevamo sottolineato negativamente l'assenza di una copia in francese dell'enciclica papale Caritas in veritate sugli scaffali della  libreria della Caritas di Kigali a diverse settimane dall'uscita. Questa volta invece segnaliamo con piacere come visitando la  bella e organizzatissima  tipografia dei Padri Palottini ci siamo imbattuti  nell'edizione della Caritas in veritate tradotta in kinyarwanda sotto gli auspici della conferenza episcopale rwandese.
 

martedì 7 settembre 2010

Diario di viaggio 5

 
Il Progetto MIkAN a quota trecento


Con le cinquanta famiglie della parrocchia di Rwamiko che lunedì si sono viste consegnare la propria capra, sono ormai trecento le famiglie della diocesi di Byumba che sono entrate nel Progetto MIkAN di cui qui si è parlato più volte, a partire dalle sue origini più di un anno fa. Anche ieri, la cerimonia di consegna, alla presenza di Don Paolo Gahutu che del Progetto è instancabile animatore e del tecnico veterinario Jean Damascène che cura la parte formativa, è stato un momento particolarmente significativo per i due gruppi di famiglie che in un contesto di pastorale familiare animata dal parroco don Isidoro, responsabile diocesano proprio della pastorale familiare, hanno ricevuto una capretta con l'impegno a consegnare a un'altra famiglia già individuata il primo capretto che nascerà. Questo che può definirsi un microprogetto per l'impegno economico richiesto si sta rivelando un efficace strumento di crescita che responsabilizza le coppie, stimolandone lo spirito d'iniziativa e l'apertura alla collaborazione di gruppo. Naturalmente il progetto non finisce qui. Sono già in attesa di partire nelle prossime settimane due altri gruppi: il terzo della parrocchia di Rwamiko e il primo nella parrocchia di Ghitusa.
 

lunedì 6 settembre 2010

Diario di viaggio 4

 
La scuola di Kiruri
 

Sabato è il giorno clou della missione 2010. Viene ufficialmente inaugurato l'edificio scolastico di Kiruria oltre tre ore di jeep da Nyagahanga. Si tratta di un complesso di circa trecento metri quadrati di superficie, distribuiti su cinque classi ognuna in grado di accogliere una cinquantina di alunni. Come riferito in fase di realizzazione, il complesso è stato realizzato in pochi mesi di lavoro da un'impresa locale, coordinata da un comitato locale in stretto contatto con i responsabili dell'Associazione Kwizera in Italia. Il progetto ha richiesto un investimento di poco più di quarantamila euro, di cui la metà messa a disposizione dall'Istituto centrale delle banche popolari italiane. La cerimonia, a cui faceva da cornice una moltitudine festante di scolari, si è svolta secondo i consueti tempi e modi rwandesi: discorsi, canti, danze, scenette e l'immancabile consegna dei doni.
Guarda la foto gallery.

A Bugarama

Venerdì si va a Bugarama, in pellegrinaggio alla Chiesa della Beata Vergine delle grazie, il santuario dell'Associazione in terra rwandese.Anche quest'anno la chiesa , è gremita in prevalenza da bambini delle vicine scuole elementari. All'arrivo ci coglie una sorpresa: a fianco della chiesa stanno iniziando i lavori per l'edificazione di una scuola media che andrà ad affiancare le scuole elementari già esistenti, secondo una linea portata avanti dalle autorità rwandesi che stanno cercando di concentrare in un unico spazio i corsi delle elementari e delle medie. Forse il colpo d'occhio sulla chiesa verrà un po' penalizzato, in compenso la sommità della collina si anima ulteriomente.

La fibra ottica arriva a Nyagahanga

Il grande progetto governativo di creare una rete in fibra ottica sull'intero territorio nazionale sta procedendo a ritmo forzato. Dopo aver posato i cavi lungo le arterie principali che collegano le città rwandesi, ora è la volta di raggiungere le campagne. Anche all'nterno fervono quindi i lavori di posa; sui bordi delle strade, dove i lavori sono già stati effettuati, si possono, infatti, notare le collonine gialle che a distanze predeterminate segnalano il passaggio del cavo. La fibra ottica è arrivata anche a Nyagahanga come testimonia la collonnina posta di fronte alla scuola dell'EFA. Prevedibilmente entro pochi mesi dovrebbe arrivare il segnale di internet; le corrispondenze della prossima missione non dovranno così soffrire delle difficoltà di collegamento che ci tocca sperimentare in questi giorni e potranno essere corredate da fotografie. Per Nyagahanga sarà un po' uscire dall'isolamento anche grazie all'internet point che sarà allestito presso il Centro Parrocchiale.
 

venerdì 3 settembre 2010

Diario di viaggio 3

 
Il telefonino
Il più grande fenomeno tecnologico di massa dell'ultimo ventennio, ancor più del pc, è sicuramente il telefono mobile. La sua diffusione è stata rapida e ha interessato ogni latitudine del mondo. Anche in Rwanda il fenomeno ha contagiato ogni strato sociale dalla capitale fino all'ultimo dei villaggi. Tre compagnie telefoniche, a cui presto se ne aggiungerà una quarta, stanno macinando numeri impressionanti in termini di clienti utilizzatori. In poco tempo, il terzo operatore Tigo, operativo da quasi un anno, ha conquistato 500.000 nuovi clienti anche grazie a un marketing molto aggrssivo. Tra le offerte Tigo c'è anche quella di un modello di telefonino, lo ZTE F102,  non ancora presente in Italia, essendo finora distribuito solo in Gran Bretagna, Irlanda e Svezia, che per poco più di 60 euro ti fa navigare in internet e ti fa telefonare anche con Skype.Ma sono altri i segnali che denotano quanto il telefonino abbia fatto presa sul rwandese. Sette del mattino all'uscita di chiesa a Byumba: un ragazzino già impugna il proprio telefonino, alla stessa ora due giorni dopo, interno chiesa di Nyagahanga, una suoneria telefonica interrompe l'atmosfera di raccoglimento con cui un centinaio di fedeli  seguono la Santa Messa; sembrerebbe di trovarsi in una qualsiasi chiesa italiana in cui troppo spesso fedeli disattenti o maleducati lasciano accesso il proprio telefonino. Altro episodio. In viaggio verso Nyagahanga, improvvisamente, nel buio della notte rwandese, i fari della jeep inquadrano la sagoma barcollante di un uomo che avanza con fare incerto impugnando in una mano una birra, rigorosamente in formato 66 cl, e nell'altra un telefonino acceso che forse gli serve anche come pila per illuminare i suoi incerti passi.

Celestine non si trova

Celestine, la ragazza alla quale avevamo dedicato un post nell'aprile scorso, non si trova. Quando avevamo letto la sua storia su un giornale rwandese ci eravamo proposti d'inserirla nel progetto adozioni dell'Associazione Kwizera. Apparentemente avevamo tutti gli elementi per poterla cercare: villaggio, nome del padre e una serie di altri elementi che lasciavano intendere che la ragazza sarrebbe stata facilmente individuata. In realtà le cose sono andate diversamente. Il buon Bernard, l'uomo che per Kwizera segue le adozioni in loco, ha fatto tutto il possibile, stimolato anche dalla promessa di un premio, per riuscire a rintracciare la ragazza. Ha battuto tutta la collina, ha parlato con i responsabili amministrativi locali e con il direttore didattico senza trovare alcuna traccia. Forse la storia raccontata dal giornalista rwandese voleva essere l'esemplificazione di una certa realtà minorile che coinvolge diversi bambini e ragazzi rwandesi; Celestine li rappresentava tutti anche se, magari, personaggio solo immaginario.

A Kagera

Giovedì mattina si va a Kagera, una sottocentrale della parrocchia di Nyagahanga, per visitare i lavori di realizzazione di una nuova struttura che dovrà ospitare una scuola materna. Per non essere da meno degli amici della Missione 2009, i quindici kilometri tra andata e ritorno, vengono percorsi rigorosamente a piedi, con un certo brio da tutti i componenti del gruppo, con una citazione di merito per i meno giovani che, come già l'anno scorso hanno dato buona prova di sè. Olivetta, rappresentante del gentil sesso, infischiandosene del possibile confronto con Nicoletta, che nel 2009 ha macinato fior di kilometri con una certa disinvoltura, al ritorno ha approffittato del passaggio di una moto per concludere  il proprio viaggio comodamente seduta sul sellino posteriore. Ma torniamo al motivo del nostro viaggio. Abbiamo trovato il cantiere in piena attività sotto la guida attenta del capomastro signor Justien Kareba, che aveva già seguito i lavori del Centro di Nyagahanga. I lavori sono ormai arrivati al tetto. Una volta ultimati la comunità locale avrà una truttura ricettiva composta di tre aule disposte su una lunghezza di 26 metri e una larghezza di 6, per una superficie complessiva di 156 mq. I bambini fino ad oggi sistemati su un prato, senza nemmeno la protezione del tradizionale albero alla cui ombra solitamente vengono impartite le lezioni dove manca un edificio scolastico, nei prossimi mesi potranno essere seguiti dalla loro giovane insegnante Esperance nei nuovi locali dell'asilo. Un'altra opera che l'infaticabile Don Paolo, grazie al sostegno dell'Azione cattolica di Grosio, della associazione S. Matteo di Nave di Lucca e degli amici di Barga, ha realizzato per l'ampia comunità parrocchiale di Nyagahanga.
 

lunedì 30 agosto 2010

Missione Kwizera 2010:Diario di viaggio

 
Umuzungu porta la pioggia
I primi segnali si erano avuti quando l'aereo, sorvolando il nord Rwanda, ormai in fase di avvicinamento a Kigali, era entrato in una perturbazione con i conseguenti sbalottamenti; la conferma è venuta sulla strada verso Byumba quando la pioggia ha cominciato a scendere copiosa. In prossimità di Byumba, rami spezzati sulla strada indicavano la particolare forza della turbolenza che aveva interessato il nord del Rwanda. Da mesi qui non pioveva con conseguenti effetti negativi sull'agricoltura, tanto  da spingere alcuni agricoltori dei villaggi dell'interno ad appiccare il fuoco alle sterpaglie per creare colonne di fumo, nella convizione che queste vadano a creare le nubi e quindi la pioggia. Nella zona di Nyagahanga si sono contati almeno tre incendi di questo tipo.Le piogge che si sono susseguite copiose anche nella giornata di domenica  rischiano ora  di convincere della bontà di certi metodi  certi cultori di antiche tradizioni.

Alla scuola di Kibali
Lunedì mattina si va alla scuola elementare di Kibali per la consegna di un po' di materiale scolastico e un piccolo contributo per le attività didattiche. Veniamo accolti da una vera marea di bambini riuniti nel cortile della scuola. Non è la solita scuola di villaggio; siamo, infatti, in un complesso di 28 aule scolastiche distribuite su diversi edifici,   34 insegnanti e ben 2.250 alunni. Sono previste lezioni su  due turni: uno mattutino e uno pomeridiano. Con tutti i dati disponibili è possibile farsi un'idea dell'indice di affollamento delle aule e della composizione delle classi.Il calore del benvenuto scandito da  canti e danze  ha raggiunto il suo apice quando gli oltre mille alunni si sono stretti attorno ai volontari dell'Ass. Kwizera in un abbraccio che a qualcuno ha strappato qualche lacrima di commozione. Un momento diverso di commozione profonda è stato vissuto
Un momento della commemorazione di Katia
nell'aula che nell'edificio scolastico realizzato negli anni scorsi da Kwizera e dedicata a Katia Salotti. Qui i genitori, Olivetta e Pietro, e il fidanzato Simone della ragazza scomparsa tragicamente in un incidente stradale nel febbraio dell'anno scorso, si sono raccolti in un momento di raccoglimento unitamente a una rappresentanza degli scolari della scuola, con uno di loro che ha guidato la preghiera.Un momento toccante.
Katia aveva espresso l'intenzione di venire in Rwanda con i volontari dell'Associazione, i suoi genitori e il suo findanzato hanno voluto realizzare questo suo desiderio partecipando alla missione Kwizera 2010.

Al villaggio dei Batwa
Nel pomeriggio ha avuto luogo ilconsueto incontro con la  comunità Batwa di Kigali.La ormai tradizionale distribuzione di cinque kili di fagioli a ognuna della 47 famiglie  della comunità è stata accompagnata anche dal sopralluogo di un agronomo della fattoria di Nyinawimana per pianificare un intervento che consenta la messa a coltura dei quasi 8 ettari di terrazzamento che sono stati realizzati dall'Associazione Kwizera sui fianchi della collina che ospita i batwa. Da parte loro, i batwa,  smentendo molti dei pregiudizi che li accopagnano, hanno iniziato a coltivare gli appezzamenti di terreno intorno alle case e ad allevare maiali.Anche qui l'accoglienza  è stata decisamente festosa con canti e danze in cui  si sono visti guizzi degni dell'antica maestria di questi danzatori che allietavano le corti reali rwandesi.Qui però il momento festoso non ha potuto minimamente attenuare le immagini di grave degrado umano in cui si trova questa comunità, in modo particolare nella sua parte più debole: i bambini. Vedremo di documentare fotograficamente questa situa zione, non appena la velocità di collegamento internet lo permetterà.

Si chiama Raphael


Ora ha un nome il simpatico twa  di cui avevamo parlato in un precedente post, chiamandolo con il nomignolo di Shonge; si chiama Raphael.
 
 

venerdì 27 agosto 2010

Si parte

 
Si parte. Domani il vostro blogger raggiungerà gli amici dell'Associazione Kwizera a Byumba, dove sono operativi da inizio settimana. Già domenica potremo fare un bilancio dei primi giorni di lavoro sul campo, dedicati prevalentemente alle verifiche della situazione delle adozioni: Naturalmente saremo in grado di aggiornare gli amici rimasti in  Italia solo quando
 
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